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  • Immagine del redattoreVanessa Valenti

Safari nel Parco Nazionale del Serengeti e nel Cratere del Ngorongoro

Osservare gli animali selvatici durante un Safari è sicuramente una delle esperienze imperdibili in Tanzania: il Parco Nazionale del Serengeti e il Cratere del Ngorongoro sono i due parchi principali protetti in cui avvistare fra le più ampie varietà di animali del continente africano.

Avevo già fatto un Safari in Africa qualche anno fa, mentre mi trovavo in Kenya, ed è stata un’esperienza unica e mozzafiato che non vedevo l’ora di ripetere non appena ho saputo che sarei andata in Tanzania.

In Tanzania sperimenterai il classico safari, quello dei sogni della maggior parte delle persone: dormire in tenda sotto un cielo stellato mozzafiato e attraversare ampie pianure brulicanti di animali. In Tanzania troverai fra le maggiori quantità di fauna selvatica in tutta l'Africa, con una stima di 4 milioni di animali selvatici infatti, ospita le più grandi popolazioni del continente di molte specie di safari, come i leoni.


Leoni nel Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania
Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Il Safari in Africa

L’Africa è bella da togliere il fiato, riesce a meravigliarti in ogni sua piccola sfaccettatura, e una di quella che preferisco è sicuramente il lato selvaggio e i suoi splendidi animali. I safari in Africa ti consentono di vedere la fauna selvatica nel loro ambiente naturale, liberi e indisturbati, un’emozione unica, da pelle d’oca, che poche altre volte nella vita proverai.

Nei safari in Africa, l'espressione inglese Big Five (i "grossi cinque") si riferisce ai cinque grandi animali della savana: è un termine che ha origine nella cultura del safari inteso come battuta di caccia e si riferiva ai cinque animali più pericolosi da cacciare e, di conseguenza, ai cinque trofei più ambiti dai cacciatori (Big Five Game).

L'espressione sembrerebbe essere stata introdotta in Sudafrica, ma è diffusa in tutta l'Africa dei parchi (Tanzania, Kenya, Botswana, Zimbabwe, ecc.).

I cinque animali a cui si riferisce, sia nel contesto dei safari fotografici che di quelli di caccia grossa, sono:

· Elefante;

· Leone;

· Leopardo;

· Rinoceronte;

· Bufalo.

Jeep per Safari in Africa

I safari si effettuano su apposite jeep 4x4 chiuse con il tetto rialzabile o in una variante aperta (che però ti garantisco non pare troppo sicura) guidati da autisti/guide in grado di individuare le migliori strade e le zone dove si concentrano maggiormente gli animali. Una delle regole da rispettare è quella del divieto assoluto di abbandonare la pista; gli animali sono ovunque e possono essere un pericolo per noi, come noi possiamo esserlo per loro nel momento in cui li spaventiamo.

La presenza delle guide è rassicurante, data la loro competenza ed esperienza: la cosa migliore durante un safari è fidarsi completamente della propria guida in merito ai percorsi da scegliere, dove mangiare, dove alloggiare e come muoversi.


Il Parco Nazionale del Serengeti

Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Il Parco Nazionale del Serengeti, che in lingua Masai significa "pianura sconfinata" (e in effetti il territorio compreso nel parco misura circa 15.000 kmq di superficie), è il parco più importante nel nord della Tanzania e corrisponde esattamente a quello che immagini quando pensi alla Savana e ai paesaggi del Re Leone.

Con i suoi splendidi e pittoreschi alberi di acacia che si stagliano sull’orizzonte, i leoni che riposano sulle rocce arrotondate chiamate Kopje, il Serengeti ospita una considerevole quantità di meravigliose specie animali come gnu, zebre, gazzelle, leoni, leopardi, ghepardi, elefanti, giraffe, almeno 500 specie di uccelli, ecc.

Il Serengeti è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1981 è considerato l’ottava meraviglia del mondo.

La Grande Migrazione

Il Parco Nazionale del Serengeti ogni anno verso Marzo-Aprile diventa lo scenario della Grande Migrazione che avviene tra alcuni dei parchi più importanti della Tanzania. Si tratta di una transumanza di animali (per lo più gnu e zebre) che ogni anno avviene in concomitanza della pressione esercitata dalle grandi mandrie sui pascoli, seguendo il ciclo delle piogge: i pascoli si esauriscono e le mandrie devono spostarsi per cercare nuove disponibilità di cibo.


Il Cratere del Ngorongoro

Cratere del Ngorongoro, Tanzania

Apparentemente isolato dal mondo esterno, il Cratere del Ngorongoro è una delle meraviglie del mondo, senza ombra di dubbio uno dei luoghi più belli da vedere in Africa. Si tratta di un’estesa caldera vulcanica popolata da un’incredibile varietà di animali: il Cratere del Ngorongoro si trova infatti all’interno della Ngorongoro Conservation Area ed è il posto migliore dove osservare il rinoceronte nero.

Il cratere si trova a 2200 metri sul livello del mare e misura più di 16km di diametro per un'area di circa 265km quadrati: è la più grande caldera intatta del mondo.

Un’altra particolarità che contraddistingue la Riserva del Ngorongoro è che la tribù dei Masai può viverci e spostarsi liberamente all’interno del parco, cosa che non avviene in nessun altro parco della Tanzania.

Oltre al Cratere del Ngorongoro, la riserva include anche due crateri minori (Olmoti ed Empakaai), e il sito archeologico delle gole dell'Olduvai, conosciute come la Culla dell'Umanità: qui infatti sono stati rinvenuti resti di uomini primitivi risalenti a circa 1.75 milioni di anni fa e svariati fossili di animali dell'Età della Pietra.


Il nostro Safari: Parco Nazionale del Serengeti + Ngorongoro Conservation Area

Masumin Tours & Safari, Mwanza

I luoghi migliori dove organizzare un safari in Tanzania sono le agenzie di Mwanza o di Arusha: dopo essermi documentata sulla mia fidata Lonely Planet, ho deciso di non prenotare nulla da casa e di attendere di essere sul posto in modo da poter organizzare il safari in maniera personalizzata e magari di trattare anche sul prezzo.

Una volta a Mwanza mi sono fatta consigliare dai miei colleghi in ospedale l’agenzia migliore secondo loro e all’unanimità mi hanno indirizzato verso Masumin Tours & Safari, a Mwanza.

Qui vi lascio i contatti del figlio del proprietario Mehboob Rajabali che è stato incredibilmente gentile e disponibile: se volete qualche informazioni o organizzare un safari a vostra misura non esitate a contattarlo su Whatsapp al +255 784 505 786

o via mail masumins@thenet.co.tz.

In alternativa, vi consiglio di dare un occhiata sul sito SafariBookings: un motore di ricerca per Safari su cui troverai migliaia di opzioni e agenzie per costruire il tuo safari dei sogni. Ti basta inserire la destinazione, le date e il numero di persone per ottenere una bella lista di alternative dai costi più svariati in base ai servizi offerti. Chiedi qualche preventivo gratuito e confronta le opzioni comodamente da casa! Sono certa che troverai ciò che fa per te!

SafariBookings copre Safari su tutto il territorio Africano, ma in questo caso ti basterà accedere direttamente alla sezione Safari nel Serengeti e Ngorongoro per limitare direttamente le scelte al Serengeti e Ngorongoro. Spulciando troverai anche l'agenzia di Mwanza a cui mi sono affidata io: Masumin Tours & Safari!



Costi

Il prezzo di un Safari in Tanzania è parecchio alto: memore di quello in Kenya nello Tsavo Est, la prima volta che ho letto dei preventivi per il Serengeti sono sbiancata. Mi ricordo che mi sembrava già piuttosto caro il prezzo che avevo pagato allora di 280€ per un Safari di due giorni e una notte con pernottamento in un lodge all’interno del parco… ma stavolta si parla di almeno il doppio!

Bisogna mettersi l’anima in pace purtroppo.. in Tanzania è risaputo che il costo del Safari sia nettamente più alto però mi sento di affermare con certezza che merita tutti i soldi spesi e che è decisamente più bello rispetto a quello fatto in Kenya.

Ma vediamo nel dettaglio quanto abbiamo speso.

Prezzo: 600$a persona per un Safari di 3 giorni e 2 notti nel Parco Nazionale del Serengeti + Cratere del Ngorongoro

Pagamento in contanti, con carta di credito (tassa del 5%) o con bonifico bancario internazionale.

Cosa è incluso: ingresso ai parchi, alloggio in tenda all’interno dei parchi, materassino e sacco a pelo, tutti i pasti (escluso il pranzo del primo giorno) e una bottiglia d’acqua da 1l al giorno a testa, trasferimenti.

Non è inclusa la mancia ad autista e cuoco che è fortemente consigliata.

Consigli per un Safari a prezzo contenuto:

  • più si è meno si paga: se vuoi ammortizzare il prezzo del tuo safari, allora puoi chiedere all’agenzia se c’è un’altra coppia con cui condividere la jeep; questo abbasserà nettamente il costo;

  • alloggiare in tenda è molto più economico rispetto a un lodge, ma ovviamente anche più spartano.. se posso aggiungere la mia opinione personale, dopo aver provato entrambe le soluzioni, la tenda vince nettamente, sia in quanto rapporto qualità prezzo, che come esperienza. Tieni conto che il tempo passato in tenda/lodge è solo quello che corrisponde alle ore di buio, e sarai talmente stanco che le userai per mangiare, lavarti e dormire, per cui non ha troppo senso alloggiare in campi lussuosi con ogni genere di comfort e la piscina che tanto non userai neanche lontanamente. In più l’esperienza in tenda è decisamente più autentica ed emozionante: dormire con le giraffe fuori dalla tenda, i bufali che girano per il campo la notte, un tappeto di stelle sotto cui dormire, il suono dei grilli che ti cullano.. un’esperienza impagabile;

  • alloggiare fuori dai parchi: questa soluzione diminuisce di tantissimo i prezzi ma secondo me anche la qualità del safari ed è stato uno dei pochi compromessi a cui non sono mai scesa. Alloggiando all’esterno si perde tantissimo tempo per entrare e uscire e quindi anche gli animali visti e le zone esplorate;

  • organizzare il safari in bassa stagione permette di trovare soluzioni con pernottamento in lodge a un costo poco superiore rispetto a quello in campeggio.

Quando andare

Solitamente la stagione consigliata per un safari in Tanzania è quella secca, che va quindi da fine Giugno a Ottobre) essendo più facile avvistare gli animali che si radunano intorno alle pozze d’acqua. Essendo il periodo migliore e quindi alta stagione va da sé che sia anche il più costoso.

Per il Parco Nazionale del Serengeti in realtà un ottimo periodo in cui andare è quello delle piogge da Marzo ad Aprile in quanto in questi mesi si verifica la Grande Migrazione di zebre e gnu.

Noi ci siamo stati a metà Marzo e siamo stati fortunatissimi: il tempo è stato stupendo, perfetto anche per dormire in tenda, e abbiamo visto davvero tantissimi animali, oltre che la strabiliante Grande Migrazione.

Safari Checklist

  • Passaporto o una copia del passaporto - può essere richiesto dalle guardie all’ingresso dei vari parchi;

  • Occhiali da sole;

  • Cappello - meglio quelli classici da Safari con il laccio al collo: è molto facile che vi voli via altrimenti (lo dico per esperienza);

  • Binocolo: il binocolo è fondamentale, conviene sempre portarsene uno da casa, non importa che sia particolarmente potente;

  • Burro cacao: in jeep, soprattutto quando si sta in piedi per avvistare gli animali al di fuori del tetto rialzabile, c’è tantissimo vento caldo che insieme alla polvere vi seccherà da morire le labbra. Lo Stick labbra SUN di Connettivina secondo me è il migliore in circolazione e perfetto per il Safari: oltre a idratare e riparare le labbra ha anche la protezione SPF30;

  • Crema solare;

  • Repellente per insetti - è fondamentale che contenga l’insetto-repellente DEET in una concentrazione almeno al 50%: io di solito utilizzo il Jungle Formula Molto Forte Spray, consigliato in aree ad alto rischio di malaria e di altre malattie trasmesse da insetti;

  • Abiti preferibilmente di colori mimetizzabili, tipo il cachi, verde scuro, panna;

  • Una felpa/giacca per la sera: le temperature scendono abbastanza, soprattutto se dormite nel campo tendato sul Cratere del Ngorongoro.

Itinerario di 3 giorni e 2 notti nel Parco Nazionale del Serengeti + Ngorongoro Conservation Area

Giorno 1

Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Il nostro Safari in Tanzania inizia da Mwanza: alle 8:30 di mattina infatti ci aspetta fuori da casa la Jeep di Masumin con a bordo il nostro driver Jonathan e il nostro cuoco Devsi che avevano già caricato tutto il necessario per il campeggio e le provviste per questi tre giorni.

Per raggiungere l’ingresso del Parco Nazionale del Serengeti da Mwanza ci vogliono circa 2 ore e mezza; abbiamo fatto una piccola sosta nell’ultimo villaggio che si incontra prima dell’entrata al Parco: Lamadai, dove è possibile comprare bevande, cibo o qualche prodotto da bagno nel caso fosse necessario.

Arrivati all’ingresso del Parco è prevista una piccola sosta di circa 15 minuti in cui il driver si occupa di presentare i documenti per l’accesso e di pagare le varie tasse. Noi abbiamo approfittato di questo momento per utilizzare i bagni pubblici e per acquistare qualche souvenir nel piccolo negozietto a destra dell’ingresso. A questo proposito ti do due consigli:

  • se hai intenzione di comprare qualcosa, paga in Scellini Tanzaniani, sia che utilizzi i contanti che la carta di credito (si hanno il pos);

  • i prezzi sono altissimi in questo negozio mentre in quello all’uscita del Serengeti per entrare nella Ngorongoro Conservation Area i prezzi sono più accettabili, per cui valuta dove e quanto acquistare.

Una volta sbrigate le pratiche burocratiche, verso le 11:30 siamo finalmente entrati all’interno del Parco Nazionale del Serengeti dove da subito inizia il primo Game del nostro Safari.

In realtà è un unico lungo Game dal momento in cui varchiamo la soglia del Parco al momento in cui arriviamo al nostro campo tendato a fine giornata: per pranzo mangiamo qualcosa al volo una piccola area adibita vicino a un Air Strip all’interno del parco in modo da ottimizzare i tempi.

Questa prima zona del Serengeti è semplicemente spettacolare e ricchissima di animali, uccelli e meravigliosi alberi e cespugli.

Giraffa nel Parco Nazionale del Serengeti

Da subito incontriamo grandissimi branchi di gnu e zebre, ma anche i bufali (che come abbiamo detto fanno parte dei Big Five), le antilopi normali e quelle d’acqua, i buffissimi facoceri che quando corrono tengono alta la coda come fosse un’antenna, gli struzzi bianchi se femmine e neri se maschi, tantissime giraffe, gli impala, i babbuini ma anche tante scimmiette e topini, da non confondere con i Topi del Serengeti, una speciale varietà di Antilopi.

Abbiamo incontrato un paio di elefanti, che stranamente erano sempre soli mentre di solito si muovono in branchi, una gigantesca lucertola, una tartaruga gigante, delle iene di cui una era palesemente gravida, gli sciacalli e giunti a un piccolo fiume Jonathan ci ha permesso di scendere dalla Jeep e avvicinarci alla sponda in modo da poter ammirare coccodrilli e ippopotami.


Abbiamo anche avvistati tantissimi splendidi uccelli: il Serengeti è infatti uno dei migliori Parchi in Africa per il birdwatching, ospitando più di 500 specie, alcune delle quali davvero rarissime. Noi abbiamo riconosciuto l’uccello segretario (o serpentario), le maestose gru coronate, le otarde kori, le aquile urlatrici, le coloratissime ghiandaie marine e i Beautiful Sunbirds.

In questo primo giorno di Safari abbiamo esplorato la parte nord del Serengeti, raggiungendo la zona centrale di Seronera per accamparci per la notte nel Pimpi Public Camp Site. Questa prima parte del Serengeti è meravigliosa, uno spettacolo mozzafiato, verdissimo e molto vario così come le specie di animali che lo popolano: ci siamo divertiti moltissimo nel cercare di avvistarli per primi dal tetto della nostra Jeep.

Pimpi Public Camp Site, Serengeti Tanzania

Sulle 18:30 siamo giunti al campo, dove in neanche mezz’oretta la nostra tenda era stata montata: una bella tenda da due posti, spaziosa e anche piuttosto alta.

Il campo si compone quindi di uno spiazzo per le tende, dei bagni pubblici in ottimo stato e puliti, con la doccia con solo acqua fredda, poi una cucina condivisa e uno spazio dove mangiare, provvisto di luce e prese elettriche dove abbiamo cenato con i deliziosi piatti preparati sul momento dal nostro cuoco.

Con la pancia bella piena, dopo qualche chiacchera siamo tornati in tenda e ci siamo chiusi dentro i sacchi a pelo : dopo un giorno intero in jeep su strada sterrata la stanchezza si fa sentire parecchio.

Giorno 2

Il secondo giorno di Safari sarebbe dovuto iniziare con una sveglia alle 6:00 di mattina che avevo programmato per non perdermi l’alba nella Savana ma in realtà quando il telefono ha suonato io ero sveglia da un pezzo… esattamente dall’1:00.

Mi sono svegliata e non sono più riuscita ad addormentarmi perchè mi scappava la pipì: dopo un’ora passata a rimandare, verso le 2:00 ho preso coraggio e mi sono decisa ad uscire dalla tenda e raggiungere il bagno.

A metà dei pochi metri che separavano la mia tenda ai bagni ho alzato lo sguardo che avevo piantato ai miei piedi nel tentativo di non pestare le immense cacche di non so quale erbivoro… e mi sono trovata il muso di un bufalo davanti, a meno di un metro di distanza da me. Il tempo si è fermato, ci siamo guardati negli occhi immobili. Non so chi dei due fosse più spaventato. Dopo quello che mi è sembrato un secolo ho fatto un passo verso il bagno e lui è rimasto immobile, mi guardava. Ho preso fiato e sono corsa dentro il bagno con tutta la forza che avevo, chiudendomi la grata della porta alle spalle. Con l’adrenalina ancora a mille, ci ho messo un bel po’ a calmarmi e a regolarizzare il respiro, ma il cielo stellato ha aiutato parecchio.

Mi sono persa ad ammirare quel tappeto di stelle luminosissime che popolano il cielo Africano.. ogni volta è un colpo al cuore, difficile da spiegare a parole. Con il naso all’insù, quando ho visto una stella cadente passare mi è scesa anche una lacrima. Le sensazioni che evoca il cielo stellato in Africa è un’emozione rara, uno spettacolo quasi sovrannaturale, a cui noi europei difficilmente assistiamo. Questo è uno dei motivi per cui stra consiglio il Safari in tenda: dormire sotto un cielo del genere, avere gli animali che scorrazzano per il campo.. sono tutte esperienze che in lodge io non avevo vissuto.


Alba nel Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Ad ogni modo, quando sono tornata in tenda ero ormai troppo sveglia ed emozionata per dormire: il profumo dell’erba, di natura incontaminata è ovunque e si mischia a quello degli animali.. e poi i loro versi, il canto dei grilli, il rumore degli zoccoli sul terreno e uno sbuffo che mi allerta e mi fa alzare la testa per sbirciare dalla zanzariera della tenda per trovarmi un altro bufalo che cammina dietro di noi. Ho dovuto svegliare Enrico per farglielo vedere in modo che l’indomani, quando glielo avrei raccontato, mi avrebbe potuto credere!

Vi giuro, non ho dormito assolutamente per niente ma è stata una delle notte migliori della mia vita: mi sono alzata rigenerata e totalmente in pace e in connessione con il mondo. La ciliegina sulla torta è stata poi l’alba: il cielo si è tinto di mille sfumature di rosa e lilla sull’orizzonte su cui si stagliano gli alberi di acacia, e le mongolfiere che salgono in cielo.. davvero un’esperienza magica che non posso che augurarvi di fare.

Alle 7:30 colazione nell’area comune con uova strapazzate e ottime crepes preparate dal nostro cuoco e non appena le tende sono state caricate sulla jeep siamo ripartiti per il secondo giorno di safari, carichi ed elettrizzati per quello che ci aspettava.

Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Da subito infatti abbiamo proceduto in direzione della Ngorongoro Conservation Area, al di fuori dei confini del Parco del Serengeti. Il tragitto è un Game in tutto e per tutto: dopo pochi minuti dalla partenza dal campo ci imbattiamo in quattro splendidi leoni intenti a riposarsi all’ombra di alcune rocce Kjope.

Abbiamo avuto poco tempo per ammirarli perchè con il binocolo abbiamo avvistato una coppia di ghepardi in lontananza e ci siamo catapultati in direzione di questi, che sono davvero rari.

Verso il Cratere del Ngorongoro i paesaggi cambiano tantissimo, sono più brulli e ricordano molto più la Savana.

Man mano che ci avvicinavamo al confine del Serengeti abbiamo iniziato ad avvistare le immense mandrie di gnu e zebre che stavano migrando. Avevo letto della Grande Migrazione ma mai avrei immaginato uno spettacolo così grande, potente e sconfinato. Ovunque mi girassi c’erano animali a vista d’occhio: migliaia e migliaia di animali che si muovono perfettamente coordinati andando nella stessa direzione, davvero incredibile.

Al confine del Serengeti ci siamo fermati per sbrigare le solite questioni burocratiche per accedere alla Ngorongoro Conservation Area e anche qui abbiamo approfittato dei bagni e fatto un giro nel negozio di souvenir di cui abbiamo parlato prima. Sopra al negozio c’è un piccolo sentiero che porta a un view point mozzafiato sulla valle circostante, assolutamente da non perdere.


Area di Conservazione del Ngorongoro, Tanzania

Da qui verso il Cratere c’è circa un’oretta abbondante di paesaggio più secco e sconfinato, dove qua e là spuntano villaggi masai e qualche appartenente alla tribù vestito nei caratteristici drappi di stoffa rossi. Quasi tutte le guide chiedono se ci si vuole fermare a visitare uno dei villaggi ma sappi che è possibile solo alla modica cifra di 50$.

Siamo infine giunti sul bordo del Cratere del Ngorongoro all’ora di pranzo e lo spettacolo a cui ci siamo trovati davanti è stato qualcosa di magico: una vasta pianura rigogliosa, con un lago al centro, popolato da animali a perdita d’occhio, il tutto rinchiuso all’interno di un cratere. Scendendo verso la base ho avuto l’impressione di essere dentro l’Eden: un luogo sperduto nel mondo e nascosto dal resto dell’umanità, incontaminato dall’uomo. Probabilmente uno dei luoghi più suggestivi che io abbia mai visto in vita mia.

Appena arrivati alla base del cratere ci siamo diretti verso una piccola macchia di foresta che sembrava uscita da Jurassic Park e abbiamo pranzato sul cofano della nostra jeep con un pic nic allestito al volo dal nostro cuoco, mentre un elefante mangiava foglie a 10 metri da noi.

Con la pancia piena siamo ripartiti per il Game all’interno del Cratere alla ricerca principalmente del rinoceronte nero, rarissimo e che popola solamente questa piccola area di Africa.

Zebre nel Cratere del Ngorongoro, Tanzania

Anche qui, è difficile avvistarli e ormai avevamo perso le speranze ma mentre ci avviavamo verso la strada che porta fuori dal cratere ne abbiamo avvistati ben 5 con il binocolo, sulla riva del lago. Con i rinoceronti mancavano solo i leopardi per completare l’avvistamento dei Big Five. All’interno del Cratere abbiamo trovato anche zebre, gnu, bufali, impala, gazzelle, Topi del Serengeti, gazzelle danzanti, fenicotteri rosa, iene, facoceri, tantissimi struzzi, elefanti, ippopotami, oche egiziane e le antilopi alcine.. l’unico animale che manca all’appello all’interno del Cratere è la giraffa, che non riesce a scalare le alture per arrivare all’interno.

Nel Cratere del Ngorongoro non ci sono campi ne lodge: entro le 18:00 tutte le jeep devono essere tassativamente sulla cima del cratere, dove si trovano i vari alloggi. Noi abbiamo trascorso la notte nel Simba Public Campsite, un campo molto simile a quello della prima notte, ma più ampio e con gli spazi comuni all’interno di un’edificio. Trovandoci a 2800m sopra il livello del mare infatti l’aria è piuttosto fresca ed è molto facile che piova: con una felpa e un paio di leggins io sono stata calda e anche la notte all’interno del sacco a pelo sono stata calda e tranquilla, per cui nulla di così drastico.

Anche qui i bagni sono grandi e puliti con delle docce a disposizione con acqua calda. La serata si è svolta come la precedente, con una bella cena e poi a letto presto: ero letteralmente distrutta dalla notte insonne che avevo trascorso ma anche dalla continua vedetta in piedi in jeep nel tentativo di avvistare animali.. ero così stanca che ho fatto appena in tempo a infilarmi dentro il sacco a pelo che dormivo già e ho tirato dritto fino al suono della sveglia.


Giorno 3

Area di Conservazione del Ngorongoro, Tanzania
Area di Conservazione del Ngorongoro, Tanzania

L’ultimo giorno del nostro safari la sveglia suona alle 7:00 e mi alzo riposata anche se un po’ malinconica perchè so che questo meraviglioso viaggio in questa Tanzania selvaggia e incontaminata sta volgendo al termine.

Dopo una bella colazione rigenerante partiamo seguendo il percorso inverso rispetto a ieri: ci ri-dirigiamo verso il Serengeti che attraverseremo però su altri sentieri rispetto a quelli del primo giorno per poi rientrare a Mwanza in serata.

Leoni nel Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Gli animali avvistati in questo ultimo giorno sono sovrapponibili a quelli degli scorsi giorni se non che a metà mattina ci imbattiamo in un gruppo di leoni che riposano sotto un piccolo alberello sul ciglio della strada. Senza esagerare i leoni, almeno una decina, si trovavano a un metro dalla nostra jeep, in certi momenti anche più vicini. Senza alcun tipo di timore si muovevano sulla strada e addirittura un leone e una leonessa si sono sdraiati all’ombra della jeep che stava davanti alla nostra. Uno spettacolo incredibile, da pelle d’oca.

A un certo punto avevo due cuccioli a mezzo metro di distanza e con il finestrino abbassato li guardavo negli occhi e giuro che riuscivo a sentire il loro odore: una puzza fortissima e nauseante di carne putrida che giuro era difficile stargli vicino. E’ stata un’esperienza incredibile, quasi surreale e indimenticabile. Solo a ripensarci mi viene la pelle d’oca.

E ciliegina sulla torta, abbiamo visto anche un leopardo appostato su un albero. L’ha avvistato il nostro autista che aveva un incredibile occhio: purtroppo non ci si poteva avvicinare troppo ma con il binocolo lo abbiamo visto benissimo mentre agitava la sua lunga coda dal ramo di una grande acacia.

Felici e soddisfatti di aver completato la sfida dei Big Five, ce ne siamo tornati a casa dove siamo arrivati verso le 19:00 con il cuore pienissimo e il ricordo di un’esperienza indimenticabile.


Kopje nel Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania
Kopje nel Parco Nazionale del Serengeti, Tanzania

Come avrai capito nelle righe di questo post, io sono una grandissima fan dei Safari: se ripenso a tutti i viaggi che ho fatto in vita mia, quelli che includono i safari si posizionano senza ombra di dubbio in vetta alla mia classifica.. le emozioni che scatena quest’esperienza sono impagabili e irripetibili, così come il senso di libertà e di connessione con la natura che si riescono ad assaporare in queste terre vaste e incontaminate.

Come già anticipato, il Safari in Tanzania mi è piaciuto molto di più rispetto a quello fatto in Kenya nello Tsavo Est, sia dal punto di vista paesaggistico che per il numero e la varietà degli animali, ma si tratta del mio gusto personale. Sicuramente quello nel Serengeti e nel Ngorongoro è un Safari nettamente più costoso, ma ha luogo in due posti incredibili, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco che, anche se non ci fossero animali, varrebbe comunque la pena di visitare.

Quindi, se sei in Tanzania non andartene senza aver provato il brivido di un safari, non te ne pentirai e ti garantisco che varrà tutti i soldi spesi.

Se dopo il tuo Safari vuoi aggiungere un po' di relax al tuo viaggio, allora la meta che fa per te è senza ombra di dubbio Zanzibar: questa splendida isoletta a pochi kilometri dalla costa della Tanzania è un vero paradiso naturale dove prendere il sole, goderti acque magiche e turchesi, perderti nelle vie della capitale Stone Town o scoprire il commercio delle spezie.

Ora non ti resta che prenotare il tuo Safari e farmi sapere come sarà qui sotto nei commenti.. per qualsiasi ulteriore informazione non esitare a contattarmi!


Non perderti anche gli altri approfondimenti relativi al mio viaggio in Tanzania:



Safari njema - buon viaggio in Swahili

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